Durante il consilio comunale il gruppo consiliare “Progetto Castiglione” ha presentato al sindaco Poretti e alla sua giunta una interrogazione per conoscere lo stato della situazione dopo che nel 2008 privati avevano fatto ricorso al Tar.
CASTIGLIONE OLONA - Il monumento naturale va salvaguardato e difeso fino in fondo. Il gruppo consiliare “Progetto Castiglione”, guidato dall’ex sindaco di Castiglione Olona Giuseppe Battaini, scende in campo per riportare sul tavolo delle discussioni cittadine una questione rimasta ferma a novembre dello scorso anno. A ottobre 2008, infatti, la Regione Lombardia aveva riconosciuto la gonfolite come “monumento naturale” del Parco Locale di interesse sovracomunale (Plis) Rile-Tenore-Olone e appena un mese dopo una società privata castiglionese aveva presentato ricorso al Tar per annullare in parte tale decisione. Una serie di domande poste alla nuova amministrazione e di risposte date sull’operato dell’amministrazione precedente: è questo che si è visto nel corso della seduta del consiglio comunale di ieri, 15 ottobre. Una discussione atta a chiarire cosa è stato fatto dalla precedente amministrazione Battaini e per chiedere a quella nuova, guidata da Emanuele Poretti, come intenderà comportarsi in futuro.
Cos’è la gonfolite, il monumento naturale del Parco RTO? La gonfolite è un banco di ghiaie cementate di antichissima origine, un substrato geologico che si è costituito milioni di anni fa, quando il territorio dell’Olona era una costa marina. L’insediamento di gonfolite è particolarmente presente nel paesaggio dellla piccola scala della gola dei Mulini e dei Terrazzi di Caronno Corbellaro, frazione di Castiglione. Battaini e la sua giunta avevano lavorato intensamente in difesa del Parco, che vede Castiglione come Comune capofila insieme a Gazzada-Schianno, Lozza, Morazzone, Caronno Varesino, Gornate Olona, Lonate Ceppino, Castelseprio e Carnago: una realtà naturalistica molto importante per la Valle Olona, che è stata ufficialmente riconosciuta dalla Provincia di Varese nel 2006. Poi a giugno scorso le elezioni comunali, il cambio della giunta ora guidata dal sindaco Poretti della lista “Per Castiglione”, la volontà comune di portare avanti il progetto di tutela del monumento naturale. Un intento che però l'ex assessore alla Tutela ambientale Enrico Vizza, oggi consigliere di minoranza di “Progetto Castiglione”, dice essersi arenato: “La proposta del monumento naturale delle Forre d’Olona e della Gonfolite è nata alla scadenza dell'ultima amministrazione presieduta dall’allora sindaco Luini e successivamente completata dall’amministrazione Battaini assieme a Regione Lombardia e Provincia di Varese - racconta Vizza -. Giusto per fare chiarezza, l’amministrazione comunale è stata titolare della proposta alla Regione e alla Provincia per l’istituzione del monumento naturale: gran parte dell'insediamento di gonfolite si trova tra l'altro nel perimetro del Parco Locale RTO, istituito da ben nove Comuni aderenti e riconosciuto dalla Provincia di Varese”. Eppure oggi qualcosa sembra essere intervenuto a turbare la quiete del Plis e della sua gonfolite: “C’è stato un ricorso al Tar - spiega Vizza - depositato a novembre del 2008, quindi appena un mese dopo l’istuzione del monumento naturale da parte della Regione. Questo ricorso, presentato dalla Società La Contessa Benedetta di Paolo Diego Zamparini, chiedeva l’annullamento di tutti gli atti che hanno portato al riconoscimento del monumento che, lo ricordo ancora una volta, è stato il risultato della sinergia tra Comune, Provincia e Regione”. Perché La Contessa Benedetta ha chiesto il ricorso? “La società di Diego Zamparini sostiene che il vincolo di tutela della gonfolite vada a ledere la sua proprietà, già agricola e boschiva e quindi esposta a vincoli. Ora però questa proprietà si trova proprio all’interno dell’area del monumento naturale, che come tale impone vincoli ancora più forti”. “Ieri sera, nel corso della seduta consiliare - dice ancora Vizza -, il vice sindaco e assessore all’Urbanistica ed Edilizia privata, Ezio Limido, ha chiesto perché l’allora amministrazione Battaini non avesse controdedotto prove penetrometriche, per verificare se nella zona in questione vi fosse o meno la gonfolite. Una prova che non ci era mai stata chiesta nel corso di tutto l’iter di riconoscimento, che pure è durato a lungo e ha visto molte parti in causa. Quello che temiamo è che si apra una nuova fase, quella che potrebbe portare alla revisione del perimetro dell'area che comprende la gonfolite. Un’area che invece ha già passato il vaglio di fior fiore di esperti tra i quali, lo ricordiamo ancora una volta, quelli della Provincia di Varese e della Regione”. “Il monumento naturale della Gonfolite e Forre d’Olona va difeso fino in fondo - conclude il consigliere -. Non è un progetto di una rotatoria o il tracciato di una pista ciclabile. È in gioco la tutela di un patrimonio che appartiene a tutti”.
Alessandra Latini
(Un insediamento di gonfolite, foto di Franco Canziani)
















