Fine settimana in mezzo alla natura – Per trekking e Mtb/2.
La visita alle fortificazioni del Piambello rappresentano una tappa fondamentale per chi voglia rendersi esattamente conto di che impresa sia stata la costruzione della Linea Cadorna fra il 1914 e il 1916, quando lo Stato maggiore italiano temeva una manovra diversiva degli austro-tedeschi attraverso la Svizzera. Contemporaneamente gli stessi svizzeri realizzavano una serie di sbarramenti che sarebbero stati poi ulteriormente ampliati nel corso della seconda guerra mondiale (le cosiddette linee Lona e Dufour) sempre in funzione antitedesca. Al Piambello, poco sotto la vetta, gli italiani avevano posizionati nel 1916 un cannone in grado di sparare colpi a oltre 20 km di distanza, colpendo cioè l’area oggi urbanizzata intorno all’uscita autostradale di Lugano Nord.
Il Piambello è la vetta che fa da spartiacque fra Valceresio e Valganna. Partendo i più allenati dalla piazza del lago a Brusimpiano (da Marzio chi ha meno gamba e fiato) si risale verso Ardena per 3,3 chilometri, si attraversa la piccola frazione fino al Santuario e qui si svolta a sinistra, sempre su strada asfaltata e stretta. La salita verso Marzio sono altri 3,7 chilometri fino al punto di scollinamento. (Chi raggiunge Marzio in auto può lasciare la vettura all’inizio del paese dove ci sono due piccoli parcheggi) Una breve discesa ci conduce verso il bivio per Ghirla (sulla destra) mentre proseguendo diritto inizia il nostro percorso d’avvicinamento al Piambello lungo un tratto in leggero falsopiano a salire. Giunti ad un cancello con l’indicazione del vecchio villaggio del TCI, svoltare a destra. Qui inizia il percorso fuoristradistico di 4 chilometri che conduce in vetta al Piambello a 1.129 metri. Dal lago alla vetta sono oltre 800 metri di dislivello, tenerne conto anche se la mulattiera, a differenza della strada provinciale, sale con progressività senza mai eccedere in pendenza. Dalla vetta del Piambello si ridiscende per poco più di 300 metri e si svolta a sinistra, iniziando la lunga discesa sempre in fuoristrada, che conduce a Cuasso al Monte attraverso la Bocchetta dei Frati. Fare attenzione alle segnalazioni: è preferibile seguire le indicazioni dei cartelli metallici con scritta nera su fondo giallo (quelli della linea Cadorna) evitando di farsi trarre in inganno da quelli bianchi e rossi con scritta nera recentemente installati ma di assai poco utili. A Cuasso si giunge all’interno del parco dell’ex sanatorio (oggi ospedale di riabilitazione): da qui proseguire lungo la provinciale in direzione di Cavagnano, Borgnana, Cuasso al Lago, proprio dirimpetto al Ceresio. Svoltando a sinistra in cinque chilometri si giunge nuovamente al punto di partenza di Brusimpiano.
Percorso: Brusimpiano, Ardena, Marzio, vetta del Monte Piambello, Cuasso al Monte, Brusimpiano
Segnalazioni: Linea Cadorna (indicatori gialli e scritte nere).
Grado di difficoltà: in Mtb impegnativo. La salita da Brusimpiano verso la vetta del Piambello comporta un’ascensione di 840 metri in meno di 12 km. La salita (su sterrato e sassi) è tuttavia regolare.
Ristori e approvvigionamenti d’acqua: prima dell’ingresso a Brusimpiano lungo la provinciale che collega con Porto Ceresio, acqua sorgiva.
Periodo consigliato: primavera-autunno.
Cartina: Via Verde Varesina, edita da Provincia di Varese per la realizzazione dell’Istituto Geografico De Agostini di Novara; Carta dei sentieri della Valceresio, edita da Comunità Montana Valceresio.
Difficoltà d’orientamento: nessuna, limitarsi a seguire i segnavia della Linea Cadorna. Al quadrivio della Bocchetta dei Frati svoltare subito a destra per scendere verso l’Ospedale. Se si prosegue diritto si giunge ai piedi della Bocchetta dello Stivione e qui occorre un po’ più d’orientamento per riprendere il sentiero verso Cuasso che sbuca a Imborgnana. Sempre alla Bocchetta dei Frati, svoltando a sinistra e proseguendo senza mai deviare si raggiunge nuovamente lo Stivione.
(foto: evolutiongallery.it)
















