Invece di pensare ai programmi ci si chiede che cosa farà l’Udc. Si parte col piede sbagliato. . . . . . . . . . . . .
VARESE – Da qui a fine mese le trattative per costituire la nuova giunta regionale lombarda. Da qui alla prima decina di aprile per avere anche i nuovi governi comunali. Laveno e Luino hanno promesso la “squadra” entro quella data, giorno più giorno meno.
Il pensiero corre così vero il prossimo appuntamento elettorale. E’ vero che consultazioni che coinvolgano milioni di elettori non ce ne saranno più per i prossimi tre anni, ma è altrettanto vero che anno dopo anno di amministrative più o meno attraenti, almeno a livello locale, non ne mancheranno.
Nel 2011 vanno al voto Varese città e Gallarate. Scusate se è poco. Varese ha un riflesso nazionale per il fatto di essere stata “culla” della Lega e perché gli occhi distorti dell’informazione che vive lontano dalla città insistono a far ricadere su Palazzo Estense il valore di un significato politico. Senza nulla togliere all’importanza e al ruolo di Varese ci pare francamente un po’ esagerato. Per una volta, una volta soltanto, sarebbe davvero una democratica conquista che anziché valutare col bilancino intese compiute o mancate in città, si discutesse del suo futuro, dei programmi per valorizzarla e non lasciarla ai margini di un processo di sviluppo che, con i nuovi assetti della mobilità, rischia di farne una bella addormentata nel bosco.
Non va in questa direzione il dialogo che sembra già aprirsi sul ruolo futuro dell’Udc, oggi in maggioranza, in Comune (e in Provincia) ma formalmente all’opposizione in Regione.
Intanto quanto durerà l’opposizione in Regione sarà il tempo a dirlo. Quanto a Varese è evidente che ad un PdL un po’ in agitazione farebbe comodo conoscere con largo anticipo quali intenzioni ha il partito di Casini.
Come se non si sapesse che a Varese l’Udc ha mal digerito l’ordine romano del suo leader che ha portato l’Unione neodemocristiana a raccogliere solo le briciole del consenso popolare. In città, è pur vero, il danno è stato contenuto. Aver messo in campo Christian Campiotti ha consentito all’Udc di ottenere un risultato comunque lusinghiero di tutto rispetto se confrontato ad altre realtà. E non poteva essere altrimenti vista la costante presenza di Campiotti sul territorio, prima come assessore provinciale alla Protezione civile, oggi come titolare dei servizi sociali.
Torniamo a bomba. E se allora (ancora per una volta) i partiti dell’attuale maggioranza – che include l’Udc - si sedessero attorno al tavolo per disegnare il futuro della città, abbozzando un programma, non sarebbe un vantaggio? Non sarebbe un passo verso la chiarezza e la semplicità? Non sarebbe un modo per far capire alla gente che ci si occupa del “che cosa fare”?
Le liti politiche messe in un angolo, i personalismi ricacciati in cantina, la lottizzazione del potere archiviata, la competenza premiata invece dello stupido servilismo…
Un sogno?
Sì è vero. Ma lasciateci sognare: sarebbe la resurrezione del vivere civile. In fondo è Pasqua.
M.Signo.
















