Fra oggi e giovedì la lista dei candidati alle Regionali per la Lombardia. . . . . . . . . . .
VARESE - Fra oggi e giovedì il Pdl annuncerà finalmente i nomi dei candidati in corsa per le regionali nel proporzionle. Sarà una decisione che riguarda l’intera Lombardia e non solo la circoscrizione varesina. Un delicato gioco di equilibri fra Forza Italia e Alleanza Nazionale che deve anche tener contro delle attese dei gruppi più piccoli che hanno aderito al PdL, dai democratici-cristiani del ministro Rotondi, ai cristiano liberali di Giovanardi.
E’ tuttavia sul rapporto di forza fra ex forzisti ed ex aennini che si gioca sul tavolo della valutazione delle liste. Nel “bloccato” di Formigoni – il listino che comprende i candidati che possono entrare al Pirellone senza dover affrontare la campagna elettorale – An ha tre caselle da riempire come tre ne hanno gli uomini provenienti da Forza Italia. Ma il partito di Fini non può correre il rischio di avere solo rappresentanti “unti dal Signore” e nessun eletto con la forza delle preferenze popolari.
Ecco perché il discorso ritorna in provincia di Varese. Uno dei potenziali candidati al Consiglio regionale gratificato dal foto popolare è Luca Daniel Ferrazzi, assessore uscente all’agricoltura.
Ferrazzi potrebbe essere uno dei due (o dei tre, se il quorum fosse particolarmente gratificante) eletti in provincia di Varese per il PdL. L’altro è certamente Raffaele Cattaneo che ha già dato il via ad una campagna elettorale in grande stile.
Ferrazzi può passare a condizione che Nino Caianiello (gallaratese come Ferrazzi, nella foto) non sia in corsa. Fino a ieri il nome di Caianiello non era stato ancora cancellato. Sembra anzi che la presunta ostilità del ministro Bondi sul suo nome sia stata alquanto sopravvalutata e che il vero protagonista di un eventuale stop sul suo nome sia un altro ministro, quello della Difesa, Ignazio La Russa. L’esponente di An non avrebbe nulla contro il presidente Amsc, in lui vedrebbe semplicemente un pericoloso concorrente alla candidatura di Ferrazzi.
Ferrazzi deve anche guardarsi da un altro concorrente che molto probabilmente sarà in corsa: Luigi Zocchi, ex senatore nella Casa delle Libertà eletto nel 1994 e che potrebbe scendere in pista in rappresentanza di quella corrente che a Varese fa capo al senatore Antonio Tomassini.
In gioco, insomma, non c’è solo l’elezione al Consiglio Regionale. C’è anche il riassetto dei rapporti dentro il PdL. Perché il risultato elettorale dirà quanto peso ha CL (con Cattaneo come riferimento), l’area lealista di Tomassini (che a Varese conta su uomini come Gianfranco Bottini e Giorgio De Wolf, vicepresidente della Provincia il primo e vicesindaco di Varese il secondo).
Una candidatura di Zocchi e una sua eventuale elezione potrebbe avere ripercussioni proprio sugli assetti della Provincia. Bottini dovrebbe lasciare il posto ad un esponente dell’area laica, quella di Caianiello. Il puzzle da comporre, come si vede, mostra per ora solo le prime tessere del mosaico. Il disegno completo lo vedremo solo dopo le regionali di fine marzo.
M.S.
















