Sabato mattina a Cassano Magnago l’evento che ha dato il via ai lavori per la realizzazione di 160 chilometri di nuove strade che attraverseranno 94 comuni e 5 province e che dovrebbero terminare entro il 2014. Tra i presenti il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli e il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. In collegamento telefonico il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
CASSANO MAGNAGO – Un muro di ghiaccio è stato abbattuto sabato mattina a Cassano Magnago a simboleggiare la rottura dell’immobilità che ha caratterizzato il progetto della Pedemontana per 40 anni.
Un gesto simbolico per rappresentare il passaggio “dall’incapacità alla capacità di fare”, ha sottolineato l’assessore alle Infrastrutture della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, il quale ha assicurato che “i tempi saranno rispettati: entro il 2014 la Pedemontana, del costo complessivo di 5 miliardi di euro, sarà completata”. Un’opera ritenuta di fondamentale “importanza” da Cattaneo e che “significherà minori costi per le nostre imprese e tonnellate di sostanze inquinanti in meno immesse nell’aria”.
A confermare la sostenibilità del nuovo “sistema autostradale e viabilistico complesso, che comprende anche cento chilometri di pista ciclabile” è stato anche il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, che ha parlato di “maggior sicurezza e velocità e minor impatto ambientale per la riduzione del carburante che servirà per spostarsi”.
Secondo Formigoni l’opera “rappresenta per l’Italia e per la Lombardia la possibilità di rimanere agganciate all’Europa, spostando cittadini e merci da un punto all’altro molto più velocemente. E’ una svolta epocale – ha sostenuto – 15 anni fa quello di Pedemontana era un progetto polveroso osteggiato da tutti, è stato trasformato e abbiamo costruito il consenso rispondendo alle richieste fatte”. Per quanto riguarda i costi “solo il 25% sarà sostenuto con contributi statali – ha precisato – tutto il resto dalla Regione”.
Sul palco del tendone allestito per l’occasione è salito anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Altero Matteoli: “questa è una infrastruttura per cui il governo Berlusconi si è attivato nel 2001 ed è bene dir
e che si tratta solo di una serie di infrastrutture che si sono realizzate in questi mesi in Lombardia. Per questo – ha affermato - possiamo dire che siamo sulla strada giusta e dobbiamo continuare anche con l'attuale scarsità di risorse. Grazie anche agli accordi con il mondo privato riusciamo a realizzare le opere”.
La cerimonia inaugurale ha visto anche l’intervento telefonico da Roma del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: “la burocrazia romana e le lungaggini della vecchia politica hanno fatto attendere anni per l'avvio dei lavori dell'autostrada Pedemontana lombarda, ma noi – ha rivendicato - siamo stati molto veloci: nel 2003 con la Legge obiettivo e ora in pochi mesi col Cipe abbiamo consentito l'apertura del cantiere”.
A fare gli onori di casa è stato Aldo Morniroli, sindaco di Cassano Magnago, dove “sono iniziati i lavori per la prima autostrada d’Italia, la A8 – ha ricordato – ora a distanza di quasi un secolo il nostro Comune è protagonista di un’altra opera importante. Oggi si realizza un sogno con la possibilità dei cittadini di muoversi meglio, risparmio per le imprese, meno inquinamento e più velocità”.
Non la pensano così i manifestanti di varie associazioni e organizzazioni, coordinati dall’Osservatorio per la salvaguardia della Valle Olona, che sabato mattina nei pressi di Malpensafiere, a pochi chilometri dal luogo dell’inaugurazione, hanno protestato per l’apertura del cantiere sostenendo che Pedemontana “genera più traffico, più auto, più camion, più inquinamento dell'aria, dei terreni, delle acque” e che “spreca la nostra ricchezza: farci lavorare di più per pagare più tasse e pedaggi”.
I manifestanti contestano anche la tesi della sostenibilità, ritenendo che la nuova opera “distrugge il nostro ambiente, generando urbanizzazione inutile e annullando boschi e agricoltura”. Inoltre “come tutte le grandi opere italiane, offre la sponda per l'infiltrazione delle mafie nei territori ricchi”, hanno aggiunto.
B.R.
















