All’incontro presente lo stato maggiore del PdL. Si è parlato anche di Giustizia. . . . . . .
ROMA – «E’ andato tutto benissimo». Con queste sole parole il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi ha commentato, nel tardo pomeriggio, il risultato del “vertice” con Gianfranco Fini, il presidente della Camera che in più occasioni non ha mancato di prendere le distanze dal premier sui principali temi di politica nazionale. Nessuna dichiarazione invece dall’ex leader di Alleanza Nazionale. All’incontro era presente anche lo “stato maggiore” del Pdl con i coordinatori nazionali.
Durante l’attesissimo faccia-a-faccia Berlusconi e Fini avrebbero affrontato diversi temi, dalle questioni ancora aperte sulle candidature regionali fino ai temi legati alla riforma della Giustizia, uno degli argomenti che stanno più a cuore a Berlusconi ma sui quali l’attrito e poi la ruggine con il Presidente della Camera in queste settimane si sono fatti sempre più evidenti.
Trovato l’accordo fra i due co-fondatori del Pdl? Anche se Sandro Bondi si è lasciato andare a qualche commento sull’incontro fra i due leader, il ministro non è entrato nei dettagli, limitandosi a riferire ai giornalisti le conclusioni cui si è giunti su un particolare tema legato alle regionali, i rapporti con l’Udc.
Con il partito di Casini, in sostanza, è prevalsa la linea già emersa ieri, quella di non mettere mano agli accordi già raggiunti (riferimento valido per il Lazio dove i neo-democristiani appoggeranno la candidata Pdl, Renata Polverini), di consentire che intese locali, anche regionali possano essere sottoscritte o respinte pur lasciando la porta aperta a un intervento finale, decisivo proprio di Berlusconi. «Abbiamo ritenuto – ha spiegato Bondi – di demandare al presidente del Consiglio la decisione finale sugli accordi a livello regionale». Quanto al resto dei temi dell’incontro, silenzio assoluto. Almeno per il momento. Il premier sorridendo si è limitato ad osservare che «è andato tutto benissimo, proprio come doveva andare». Un ottimismo al quale per ora non c’è alcun riscontro. D’altra parte, in passato, Berlusconi aveva sempre minimizzato le differenze con Fini ricevendo in un paio di occasioni risposte diplomaticamente secche da parte del presidente della Camera che, invece, aveva rimarcato la presenza di differenze di vedute soprattutto su temi quali la Giustizia, le Riforme costituzionali o l’immigrazione.
Si tratta ora di vedere se, dopo questo vertice, il clima fra Berlusconi e Fini si rasserenerà definitivamente o se si tratta solo di una calma temporanea. All’orizzonte ci sono le spinose questioni delle liste e, soprattutto, il rapporto con la Lega. Un rapporto che Fini giudica – e lo ha spesso ripetuto - sin troppo sbilanciato sul Carroccio.
Marcello Signorelli
















