Satelios News

giovedì
09.set 2010
Home > Esteri > Politica > "Bombardare i siti nucleari è una possibilità"

"Bombardare i siti nucleari è una possibilità"

E-mail Stampa PDF
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 
Ci voleva Petraeus per far capire all'Iran che non si scherza col nucleare           .                  .                  .              .                  .                  .              .                  .                  .             .                  .                  .            .                  .                  .
Per arginare la rincorsa iraniana al nucleare, gli Stati Uniti non escludono l’opzione militare. Certo, la notizia non è nuova: a confermarla, però, è questa volta direttamente David Petraeus, intervistato dalla celebre giornalista della Cnn Christiane Amanpour. Il generale, a capo del CENTCOM (Comando Centrale statunitense) e architetto delle strategie militari in Medio Oriente, è stato molto chiaro: “Il CENTCOM sarebbe quantomeno irresponsabile se non si ponesse la domanda ‘che fare se…’, e se non pianificasse diverse soluzioni per rispondere a svariate eventualità”. Ciò non toglie, ha continuato Petraeus, che la via diplomatica resta la prima scelta di Washington: una linea confermata anche dal capo di stato maggiore Michael Mullen, secondo il quale “certamente tra le nostre opzioni c’è la risposta militare, ma io ho detto molto chiaramente che bisogna trovare una soluzione diplomatica”.

Nell’intervista rilasciata all’Amanpour, Petraeus è andato più a fondo. Se il generale non ha voluto commentare l’ipotesi di un’azione militare da parte di Israele, ha però spiegato che – nonostante il regime abbia rafforzato le infrastrutture e abbia allargato la rete di tunnel sotterranei – i siti nucleari iraniani “potrebbero certamente essere bombardati”. Con quali risultati? “L’effetto di un bombardamento dipende da chi lo conduce, con quali mezzi e dalle capacità difensive di chi viene colpito”, ha spiegato il capo del CENTCOM. La risposta dell’Iran alle dichiarazioni di Petraeus non si è fatta attendere: secondo il portavoce del ministro degli Esteri Ramin Mehmanparast, citato dall’agenzia governativa Irna, le frasi del generale sono “fuori misura e irresponsabili” e i funzionari americani dovrebbero essere più prudenti nelle loro esternazioni.

Mehmanparast ha poi fatto il punto sulla disputa nucleare. “Alcuni paesi neutrali ci hanno chiesto di interrompere l’arricchimento per due mesi”, ha spiegato il portavoce, e “noi abbiamo accolto questa richiesta, nel tentativo di mostrare alla comunità internazionale la nostra buona volontà”. Secondo la stampa israeliana, il governo iraniano avrebbe bloccato l’arricchimento dell’uranio già da un mese: “Se dall’altro lato – ha concluso Mehmanparast – risponderanno alle richieste dell’Iran, allora inizieremo a lavorare, altrimenti prenderemo le decisioni necessarie”. La controproposta di Teheran segue il rifiuto dell’ultimatum posto dall’Onu alla fine del 2009: secondo la bozza dell’Aiea (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), l’Iran dovrebbe arricchire il proprio uranio in Russia e in Francia, per poi reimportarlo sottoforma di combustibile; Teheran chiede invece che lo scambio avvenga in più fasi e sull’isola di Kish, parte del territorio nazionale.

Le notizie che giungono da Iran e Stati Uniti sembrano confermare quanto scritto giorni fa dall'Occidentale, secondo cui in Iran sarebbero in funzione due bombe ad orologeria: “Una segna il tempo che manca al regime per ottenere l’arma atomica, l’altra indica il tempo necessario all’opposizione per ribaltare il governo di Ahmadinejad”. In questo quadro, l’Occidente appare paralizzato: da un lato Petraeus rilancia l’ipotesi militare, dall’altra Obama lavora all’interno del 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) per ottenere una quarta tornata di sanzioni contro Teheran, incurante degli ultimatum posti dalla comunità internazionale. Ma se l’idea di bombardare i siti nucleari appare ancora lontana, ciò che manca è un sostegno più marcato all’opposizione interna: ad oggi, la brutale repressione nelle strade di Teheran ha incontrato solo parole di condanna da parte di Europa e Stati Uniti.

Ecco perché, mentre il tempo scorre, a sbloccare la situazione potrebbe intervenire Israele, il paese maggiormente minacciato dai deliri di Ahmadinejad. L’ipotesi di un attacco unilaterale da parte dello Stato ebraico, paventato da molti analisti, rappresenta però l’ipotesi più pericolosa per il Medio Oriente (e in ultima analisi per lo stesso Occidente): in caso di fallimento – anche solo parziale – dell’operazione, non solo Teheran potrebbe riprendere indisturbato l’arricchimento dell’uranio, ma il regime riuscirebbe a compattare la propria popolazione contro il “mostro sionista”. Se poi Hezbollah e Hamas riprendessero contemporaneamente la guerra contro Israele, l’intera area mediorientale piomberebbe nel buio. Per fortuna, si parla ancora di scenari: per evitarli servirebbe però un’immediata presa di posizione da parte dell’Occidente, a favore dell’Onda verde iraniana e contro ogni ricatto iraniano sul tavolo del nucleare.

di Luca Meneghel
in collaborazione con L'Occidentale
Trackback(0)
Commenti (0)add comment

Scrivi commento

busy
Ultimo aggiornamento ( Martedì 12 Gennaio 2010 13:17 )  

Rivoluzione 2.0

 

Tehran 21_06_09

Ecco le foto senza censura degli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine.                               .Tutti i giornalisti occidentali sono stati espulsi dal paese. La censura sta cercando di impedire la diffusione di notizie e immagini attraverso il web. You Tube è stato oscurato nel territorio iraniano. Nei giorni scorsi i manifestanti hanno comunicato tra di loro e con il mondo attraverso social network come Twitter. La galleria di immagini esclusive  - scattate ieri, domenica 21 giugno - è tratta d Flickr. Cliccando sulla foto aprirete la galleria di immagini.foto di The Edge Malaysia _ tutti i diritti riservati

 

Washington DC 21_06_09

Manifestazione di protesta contro il governo Iraniano                                                                                   .Nella capitale americana si è tenuta ieri una manifestazione a favore del ritorno alla democrazia in Iran. L'onda verde dei sostenitori di Moussavi è arrivata fino al cancello della Casa Bianca. Clicca sulla foto per aprire la galleria di immagini.foto di pnzr242 _ tutti i diritti riservati

 

Berlino 21_06_09

Manifestazione di protesta contro il governo Iraniano                                                                                   . Anche nella capitale tedesca si è tenuta ieri una manifestazione. L'onda verde dei sostenitori di Moussavi si sta diffondendo in tutte le democrazie occidentali cercando di fare pressione sui governi per un intervento a favore del ritorno alla democrazia in Iran. Clicca sulla foto per aprire la galleria di immagini.foto di RonnyPohl _ tutti i diritti riservati