L’annuale classifica del quotidiano economico di Confindustria. . . . . . . . .
VARESE - La polemica è servita. Quasi fosse un indigesto panettone natalizio, la classifica del quotidiano economico “il Sole 24 ore” che ha fatto precipitare Varese città al 57.mo posto per qualità della vita, ha sollevato una serie di reazioni a non finire. Alla fine la domanda è sempre la stessa. Che valore hanno questi rilievi? E poi, sempre possibile comparare realtà fra loro diverse?
Ad alimentare la polemica il fatto che i dati del quotidiano economico di Confindustria non trovano riscontro in un’altra analisi, quella condotta dal concorrente “Italia Oggi” che analizza anziché le città capoluogo, i territori provinciali.Come sale sulla ferita brucia, ad esempio, il confronto con Napoli. E nella culla della Lega sentirsi dire che in materia di ordine pubblico il capoluogo partenopeo è più sicuro della Città Giardino ha fatto storcere il naso. Per qualità dell’ordine pubblico Varese è addirittura 81.ma su 107 città considerate.
Sempre posizioni di retroguardia per quanto riguarda la disponibilità e la gestione del tempo libero (settantatreesima) per affari e lavoro (è al 77.mo posto in una graduatoria compilata tenendo conto del numero delle nuove imprese, di quello dei disoccupati o delle ore di cassa integrazione ad esempio) mentre migliora decisamente nella classifica per tenore di vita (settima dietro sei province del nord, anche se lo scorso anno era terza) e per servizi e ambiente (seconda alle spalle di Trieste, con Roma quarta).
Complessivamente la città si posiziona al 57.mo posto in un ordine decrescente guidato da Trieste, Belluno e Sondrio, rispettivamente prima, seconda e terza. Stupore nello stupore, nella classificazione generale davanti a Varese ci sono città come Oristano e Ogliastra, capoluoghi di microprovince regionali sarde.
Chi si è ribellato per primo di fronte ai risultati dell’indagine, è il sindaco Attilio Fontana. Nel ricordare che solo poche settimane fa la classifica dei reati mostrava a Varese un calo sensibile del 10% in un anno, Fontana si domanda anche come possa una città perdere trenta posizioni un anno.
M.S.
















