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venerdì
03.set 2010
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Lettera aperta ad Angelo Veronesi

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Gianfranco Librandi, fondatore del nuovo movimento politico Unione Italiana, scrive al coordinatore cittadino del Carroccio in merito a questioni quali l’immigrazione, l’economia e il lavoro.                          .                           .               .

Caro Veronesi, ho letto con molto interesse le Tue dichiarazioni su La Prealpina di domenica. Vorrei cercare di analizzare con te alcuni temi di politica di importanza sociale. 

Riguardo agli extracomunitari, ci sono studi precisi che dimostrano che entro il 2050 africani, cinesi, asiatici e stranieri provenienti dall’Est, che oggi corrispondono al 5,8% della popolazione italiana, potrebbero aumentare, nonostante tutte le leggi e le regole volute dal nostro governo, fino al 30% (secondo i trend dei dati Istat).



Questo significa che non saranno più una minoranza, ma rappresenteranno una forza importante e potranno organizzarsi con un loro partito nel Parlamento italiano.

Per capire meglio, basta guardare quello che sta accadendo oltre i nostri confini. In Svizzera il 20,8% della popolazione è rappresentata da stranieri, in Austria il 10,1%, in Germania l’8,2% (dati Ocse 2007).

Non solo. Se gli extracomunitari andranno avanti (come stanno facendo) ad aprire piccole attività in proprio (edili, artigiane, nel settore della ristorazione…), a breve entreranno a far parte della classe benestante. Questo per dimostrare che sono una realtà con la quale sarebbe opportuno integrarci e non scontrarci.

In tema di sicurezza la Lega, organizzando ronde e militarizzando le città, invia messaggi sbagliati. Dobbiamo aprire, invece, tavoli di concertazione in ogni città con gli stranieri, saranno loro ad aiutarci a risolvere il problema della sicurezza nella parte che li riguarda, fornendo consigli molto utili. A noi rimarranno i nostri delinquenti.

Nei loro Paesi questo problema non esiste perché chi non si attiene alle leggi vigenti viene isolato e punito severamente.

Dobbiamo evitare i simboli di identificazione e isolamento, che servono solo a mantenere al potere qualche centinaio di dirigenti arroganti che curano soprattutto i propri interessi e non certo quelli dell’Italia, dobbiamo dialogare con tutte le forze che compongono e comporranno la nostra Italia. 

Non possiamo evitare che i nostri figli siedano a scuola accanto a senegalesi, tunisini, marocchini e cinesi, quindi dobbiamo usare altri sistemi per raggiungere il massimo del risultato: far rispettare le nostre regole, le nostre leggi, la nostra religione e la nostra cultura. Loro avranno in cambio rispetto, amicizia e una graduale integrazione. 

Abbiamo realmente bisogno degli extracomunitari? Assolutamente sì. Se, per assurdo, oggi li mandassimo a casa tutti, si fermerebbe l’Italia. I loro figli si stanno gradualmente integrando con i nostri e domani rappresenteranno un’importante risorsa per il nostro Paese, proprio come avviene in altre nazioni, fra cui gli Stati Uniti e l’Inghilterra. Gli extracomunitari, quelli in regola naturalmente, ci stanno aiutando a pagare le pensioni e le spese sociali. Abbiamo bisogno di loro perché ci forniscono quell’energia che a noi scarseggia a causa della crisi demografica. 

Caro Veronesi, come imprenditore, da anni lavoro con gli extracomunitari e ti garantisco che sono leali e che nel business abbiamo già superato da anni qualsiasi barriera culturale e raggiunto l’integrazione. 

Alcune considerazioni sull’argomento “Turchia”, un Paese nel quale attualmente vivono nei dintorni dell’attuale capitale Ankara discendenti di alcune tribù celtiche, e che ha quindi le stesse  origini che vantano le camicie verdi.

Forse non tutti i leghisti sanno che la Turchia da anni è già nella comunità europea, almeno dal punto di vista delle regole doganali e fiscali. I numerosi accordi per favorire gli scambi, firmati dalla Turchia con gli organismi internazionali e regionali quali il WTO, l'Accordo Doganale Unione Europea e il Black Sea Economic Cooperation Scheme, hanno consentito a questo Paese di raggiungere un posto di primaria importanza nel commercio mondiale.

Le industrie turche possono operare sul mercato europeo senza dogana, mentre sui prodotti del vecchio Continente che vengono importati, i turchi pagano importanti tasse doganali. Così le nostre merci non sono più concorrenziali, tenendo conto anche del fatto che la manodopera in Turchia è molto più economica che in Europa.

Un esempio su tutti è la posizione dominante di questo Paese nel settore degli apparecchi televisivi, a danno di storiche aziende italiane quali Mivar, Brionvega, Seleco, Formenti e Sinudyne, che hanno dovuto chiudere o ridurre drasticamente il personale. 

Tutto questo per dire che, mentre la Lega fa la guerra ai turchi, loro sono già qui. Ecco perché dovremmo attivarci per conquistare i loro mercati e far lavorare le nostre aziende. Si tratta di uno Stato moderato, unico Paese arabo al mondo a essere membro della NATO, a essere una democrazia liberale e ad avere rapporti normali con Israele.

La Turchia, con gli otto Stati limitrofi, rappresenta un’altra Europa, un mercato enorme che offre opportunità notevoli.

Infine, bisogna tenere presente che questo Paese costituisce un importante crocevia per il petrolio e il gas, altro motivo per cui sarebbe indispensabile avere una relazione politica bilaterale, anche per evitare di rimanere senza energia.

Il secondo punto su cui vorrei soffermarmi riguarda tematiche di fondamentale importanza, come l’economia e il lavoro.

Cosa ha fatto la Lega in questi ambiti? In tutte le zone in cui il Carroccio è forte le industrie stanno soffrendo tantissimo. La Lega non ha fatto niente. È stata sconfitta a Malpensa, dove si sono persi centinaia di posti di lavoro. Ha approvato lo scudo fiscale (un povero lavoratore paga il 35% di tasse, mentre i ricchi scudisti il 5%. Che senso ha?). Non è riuscita a trasferire sul territorio alcuna azione di supporto delle nostre aziende. Non si è mai attivata per il cambiamento tecnologico. Ha costruito, invece, grandi interessi nei palazzi del potere.

La Lega non ha dato alcun contributo per portare il nostro Paese fuori dai problemi contingenti di economia. Il ministro Tremonti (leghista) sostiene che l’Italia vada meglio delle altre nazioni. Si attribuisce i meriti di questa situazione, quando i meriti non sono suoi, ma delle piccole e medie imprese che hanno saputo limitare i danni, senza alcun aiuto da parte del ministero competente e del ministro preposto.

Una delle ultime leggi di questo governo, che invece di agevolare le imprese introduce regole restrittive e vessatorie, prevede che dal primo gennaio le piccole aziende siano gravate di un altro pesante decreto legge, che le colpirà duramente. I contribuenti che intendono utilizzare in compensazione crediti Iva oltre i 15.000 euro, dovranno presentare la dichiarazione Iva, che dovrà obbligatoriamente riportare il visto di conformità apposto da un professionista abilitato (che chiederà una parcella di migliaia di euro), il quale risponderà davanti alla legge di quella certificazione. Povera Italia, povera industria!

Risultato finale di questa analisi (che potrebbe continuare sui temi della sanità, della giustizia…): bisognerebbe togliersi le camicie verdi, smilitarizzarsi e smettere di raccontare favole, lavorare tutti insieme con la logica della competenza e della concretezza. Nord, Centro e Sud, devono portare l’Italia fuori da questa crisi. Viva Unione Italiana.

Saluti
Gianfranco Librandi

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Commenti (3)add comment

andrea said:

finalmente!
sembra di sognare! sentire finalmente qualcuno rispondere "puntiglioso" a questa politica qualunquista della lega. è finita l'era degli slogan e delle parole urlate e gridate...
i vostri alleati dal ventre molle, che tra poco diventerà ex-pdl (se non lo aveste capito il pdl ha i mesi contati...), non ci saranno più a sostenere la vostra vuota politica...
ora misuratevi con i fatti, i dati e le idee nuove. siete ancorati al passato, alla superficialità e soprattutto alle vostre poltrone! c'è aria nuova, la gente inizia a capire che avete raccontato solo balle!
qui è da rifare l'Italia, bisogna rimboccarsi le maniche e avere il coraggio di osare tornando a fare bene la politica per il bene comune. VIVA L'ITALIA!
 
dicembre 11, 2009
Votes: +1

Machiavelli said:

...
un intervento da leader che non fa inciuci e non teme, ma parla con la forza dei numeri e della ragione! Complimenti!
 
dicembre 12, 2009
Votes: +0

Giuseppe Nigro said:

Ma cosa vogliono gli imprenditori illuminati?
Egregio dott. Librandi,
quanto lei scrive è sottoscrivibile in larga misura. Le politiche fallimentari della Lega Nord, sia in campo economico (leggi Malpensa) sia nelle politiche di integrazione sono sotto gli occhi di tutti. In prospettiva tutto questo provocherà seri danni e marginalizzazione al nostro paese. Sono d'accordo con lei.
A dire il vero, la vicenda Alitalia/Malpensa dimostra che il mondo imprenditoriale non è esente da ideologismi e interessi di parte. In un colpo solo, Berlusconi ei suoi alleati sono riusciti a mettere in difficoltà Malpensa e il suo indotto e far pagare alla fiscalità generale, ai cittadini, i costi della cattiva gestione della compagnia di bandiera.
La pars destruens del suo ragionamento è chiara: la Lega costruisce le sue fortune politiche alimentando la paura verso i nuovi arrivati, le politiche economiche di Tremonti sono inefficienti. Non è chiara invece la pars construens. Il mondo delle imprese ottenne i suoi ultimi vantaggi fiscali con il "cuneo fiscale" di Prodi, ciò nonostante la borghesia produttiva voltò le spalle al centrosinistra.
Per riprendere un cammino di progresso civile e non solo di sviluppo economico c'è bisogno di politiche pubbliche che sappiano davvero rispondere ai grandi problemi del paese. Forse, dovrebbe indirizzare verso altre direzioni le sue visioni illuminate. Personalmente, sono convinto che soltanto la sinistra riformista e di governo sia in grado di fornire le risposte ai suoi quesiti che necessitano della razionalità economica e di una visione di società aperta.
Cordialmente. Giuseppe Nigro
http://giuseppenigro.blogspot.com/
 
dicembre 13, 2009
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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 11 Dicembre 2009 17:31 )  

Rivoluzione 2.0

 

Tehran 21_06_09

Ecco le foto senza censura degli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine.                               .Tutti i giornalisti occidentali sono stati espulsi dal paese. La censura sta cercando di impedire la diffusione di notizie e immagini attraverso il web. You Tube è stato oscurato nel territorio iraniano. Nei giorni scorsi i manifestanti hanno comunicato tra di loro e con il mondo attraverso social network come Twitter. La galleria di immagini esclusive  - scattate ieri, domenica 21 giugno - è tratta d Flickr. Cliccando sulla foto aprirete la galleria di immagini.foto di The Edge Malaysia _ tutti i diritti riservati

 

Washington DC 21_06_09

Manifestazione di protesta contro il governo Iraniano                                                                                   .Nella capitale americana si è tenuta ieri una manifestazione a favore del ritorno alla democrazia in Iran. L'onda verde dei sostenitori di Moussavi è arrivata fino al cancello della Casa Bianca. Clicca sulla foto per aprire la galleria di immagini.foto di pnzr242 _ tutti i diritti riservati

 

Berlino 21_06_09

Manifestazione di protesta contro il governo Iraniano                                                                                   . Anche nella capitale tedesca si è tenuta ieri una manifestazione. L'onda verde dei sostenitori di Moussavi si sta diffondendo in tutte le democrazie occidentali cercando di fare pressione sui governi per un intervento a favore del ritorno alla democrazia in Iran. Clicca sulla foto per aprire la galleria di immagini.foto di RonnyPohl _ tutti i diritti riservati