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venerdì
03.set 2010
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Tagli agli sprechi, bluff della Lega: la riforma è solo una presa in giro

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La Carta delle autonomie di Calderoli: buoni propositi, risultati sconcertanti.                                                                      .                                                          .                                              .                      .         .

ROMA - Era stata accolta da ovazioni. Finalmente – si diceva – un folto gruppo di enti del tutto inutili, “poltronifici” buoni solo a piazzare politici trombati, saranno cancellati. Finalmente- si diceva – le Province, se non proprio abolite, saranno ridimensionate. Erano le aspettative della Carta delle autonomie che alla fine della scorsa settimana il Governo Berlusconi ha preso in esame e approvato. Peccato che di tutte le buone intenzioni d’avvio ne siano rimaste ben poche. Il Ministro della semplificazione normativa, Calderoli, canta vittoria. Non ha ancora fatto i conti con il Parlamento – siamo curiosi di vedere quanti dei suoi promessi tagli saranno approvati dalle potenti lobby presenti in Camera e Senato – che di fronte ai tagli per la Casta si è sempre dimostrato riottoso.

Un esempio per dire l’aria che tira a Montecitorio e Palazzo Madama (cioè, alla Camera e al Senato) basterà solo una considerazione. I vecchi presidenti della Repubblica godono di benefit – di privilegi, di vantaggi – che solo le Repubbliche delle banane conoscono. Soldi che escono dalle tasche dei contribuenti. Non sarebbe meglio risparmiarli a favore dei Comuni virtuosi, quelli che non fanno viaggi a gogò con un seguito che sembra un corteo nuziale?

La Carta delle autonomie resta perciò solo una pia illusione. Ammesso – e non concesso – che il Parlamento la approvi così come Calderoli l’ha disegnata, resta comunque un’ipocrisia. Andate a leggerla con un po’ di attenzione e scoprirete così che ci stanno prendendo in giro. Sì, certo, si tagliano posti di consigliere comunale, provinciale, assessori. Si pensionano i Consigli di circoscrizione (meno di una goccia nell’oceano in termini di risparmio), per poi lasciare in piedi i cosiddetti Tribunali delle acque, i difensori civici provinciali (ne avete mai visto uno muoversi?) e i bacini imbriferi montani che sono uno scandalo peggio delle Comunità Montane inventate in riva al mare.

Calderoli come fece Prodi (cambiano i governi ma non la facile retorica) pensa di abolire infatti le Comunità Montane: tutte, anche quelle che esistono dove le vette superano i 2.000 metri e porta a sostegno della propria tesi alcune cifre. Leggete la Carta delle Autonomie. Dice, il ministro padano, che le Comunità Montane sono più di 360. Non sa che le leggi di riordino varate dalle Regioni, sotto l’obbligo di una norma dello Stato, le hanno già ridotte a poco più di duecento. Sono inutili? Allora perché non le taglia direttamente nel Codice invece di rimandare tutto alle Regioni e dir loro con atteggiamento da Ponzio Pilato: noi le cancelliamo ma se volete tenerle in vita, fate voi. E pagatevele.

Riflettevano venerdì, sul Corriere della Sera, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, gli autori del best seller “La Casta”, coloro che denunciarono pubblicamente e per primi lo scandalo delle Comunità Montane con territori le cui “vette” raggiungevano, udite udite, gli 86 metri sul livello del mare: «Il palazzo vuole offrire alla plebe la testa mozzata del soggetto più debole, la Comunità Montana che in certe aree era diventato un folle carrozzone clientelare ma in altre ha cercato davvero di arginare la crisil o spopolamento, l’abbandono delle nostre Alpi e dei nostri Appennini». Se la risposta, come subodorano Rizzo e Stella, potrebbe essere l’Unione dei Comuni, ecco pronto il raggiro. Ancora  i due autori del celebre volume: «I comuni sotto i tremila abitanti sono 4.548 (…) non c’è il rischio, come denuncia Enrico Borghi (presidente dell’Unione nazionale delle Comunità Montane, NdR) che alle attuali 220 Comunità Montane che nel 2011 riceveranno 10 milioni di euro pari a un centesimo della Camera dei Deputati, subentrino un migliaio di nuovi enti consentendo magari di salvarsi sotto altro nome alle Comiunità montane a 39 metri sul mare? Sarebbe davvero una bella beffa…». Già, sarebbe una bella beffa. Ringraziate la Lega e il suo padan-ministro Calderoli. 
Marcello Signorelli

 

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Commenti (1)add comment

hope said:

finalmente qualcuno ha il coraggio di dirlo!
sono quasi commosso da questo articolo, finalmente nel qualunquismo diffuso, in una stampa che sembra voler dire tutto mentre non dice nulla, qualcuno ha avuto il coraggio e l'onestà intellettuale di dire le cose come stanno.

la lega ha fatto solo proclami e spot, la sua azione politica si esaurisce nel momento in cui si termina di pronunciare "roma ladrona"...o "basta tasse"...la lega è tutta qui...parole..parole...e tanti cadreghini portati a casa con cupidigia
 
novembre 23, 2009 | url
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 23 Novembre 2009 14:57 )  

Rivoluzione 2.0

 

Tehran 21_06_09

Ecco le foto senza censura degli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine.                               .Tutti i giornalisti occidentali sono stati espulsi dal paese. La censura sta cercando di impedire la diffusione di notizie e immagini attraverso il web. You Tube è stato oscurato nel territorio iraniano. Nei giorni scorsi i manifestanti hanno comunicato tra di loro e con il mondo attraverso social network come Twitter. La galleria di immagini esclusive  - scattate ieri, domenica 21 giugno - è tratta d Flickr. Cliccando sulla foto aprirete la galleria di immagini.foto di The Edge Malaysia _ tutti i diritti riservati

 

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Berlino 21_06_09

Manifestazione di protesta contro il governo Iraniano                                                                                   . Anche nella capitale tedesca si è tenuta ieri una manifestazione. L'onda verde dei sostenitori di Moussavi si sta diffondendo in tutte le democrazie occidentali cercando di fare pressione sui governi per un intervento a favore del ritorno alla democrazia in Iran. Clicca sulla foto per aprire la galleria di immagini.foto di RonnyPohl _ tutti i diritti riservati