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venerdì
03.set 2010
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Prime crepe nel Pdl: Margutti lascia. Aderisce alla nuova Unione Italiana

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Già molti gli amministratori locali sono pronti ad abbandonare la compagine berlusconiana.                         .                    .          .                           .                      .

TRADATE - E’ stato tra i fondatori di Forza Italia cui ha creduto sin dall’inizio. E’ stato vicesindaco di Tradate durante il primo mandato di Stefano Candiani (Lega). Da quasi quattro mesi, in aperto contrasto con gli ex di Forza Italia, Gianluigi Margutti ha lasciato in Consiglio Comunale il gruppo PdL, seguito da un secondo consigliere. Oggi la notizia che Margutti aderisce all’ “Unione Italiana”, il nuovo movimento politico fondato dall'imprenditore saronnese Gianfranco Librandi.

-Margutti, una scelta di rottura definitiva.
«Voglio semplicemente aiutare a formare una classe politica capace. Mi sono messo a disposizione per creare un nuovo gruppo dirigente di motivati e onesti cittadini che hanno una professione e un lavoro e vogliono fare l’Italia».

-Con Berlusconi prima poi contro?
«No, non contro, ma non più con lui. Finiamola di essere sempre contro qualcuno. Finiamola di dire che questo è il nemico assoluto  e questo l’amico vero. Questo è un atteggiamento ‘manicheo’. Tutti i manichei vadano a casa. Hanno inventato le contrapposizioni per far sì che ci sia ‘guerra continua’. E quindi auspicano: “Dura guerra, che io resisto e così giustifico la mia ragione di essere; faccio guerra tra bande e non produco nulla per i cittadini”».


Insisto: da Berlusconi a…?
«Sono sempre stato uno dei sostenitori di Berlusconi e del suo movimento. Ero berlusconiano al 100 per cento e fui tra i primissimi da lui invitato ad Arcore, Villa san Martino, ad aderire ed era il novembre del 1993».

-Che cosa è successo allora?
«Nel tempo mi sono così deluso – o meglio: mi ha così deluso Berlusconi - che ho deciso che di Berlusconi non mi interessa più nulla».

-Gli sarà contro?
«Non gli sarò contro. Ma sicuramente non sarò più con lui. E la differenza non è di poco conto. ‘Contro’ e ‘con’, spero riesca a spiegare il mio pensiero».

-No non lo chiarisce per nulla.
«Se sei contro Berlusconi, va a finire che lo enfatizzi, che lo poni sempre al centro di ogni azione politica; e tutto viene tarato (regolato) con il suo metodo, quello mediatico.  Sarà più che sufficiente non essere più con lui. La demonizzazione di Berlusconi lo fa, invece, sempre (ri)emergere perchè lui controlla i media televisivi, direttamente o indirettamente. Insomma su quel terreno si perde tempo e si perde politicamente».

-E perché non essere più con lui?
«Non sarai più con lui, se penserai al tuo Paese o alla tua Città come un luogo sul quale fare un progetto serio per rendere la vita degli abitanti più serena e più vivibile. Non sarai più con lui, se porrai realmente attenzione alle ‘vecchie e alle nuove povertà’ per affrontarle. Perchè se le tieni nascoste e affermi che tutto va bene, poi ci sarà un risveglio terribile. Insomma: non si può negare l’evidenza di una Italia che è in affanno. Da tempo. Non bisogna essere catastrofisti, ma non si possono raccontare le palle sull’economia italiana affermando che “è in ripresa e che il nostro Paese sarà il primo a risollevarsi dalla crisi mondiale”. Questi sono i concetti che transitano nelle tivù e in molta  carta stampata: vanno spiegati soprattutto a coloro che non ne sono convinti, perchè vivono drammaticamente la attuale situazione economica negativa».

-Tesi sulle quali però la Lega è d’accordo.
«Ecco l’altro spunto. Non sarai più con lui, se esplicitamente difenderai il tuo Paese da chi non ama il concetto e l’essenza della unità nazionale, così tanto minata dalla Lega Nord, alleata determinante del suo Governo».

-Margutti, è incontenibile. C’è altro?
«Certo. Non sarai più con lui, se sarai rispettoso degli organi della Costituzione della Repubblica Italiana. Non sarai più con lui (e con corte dei miracoli che lo attornia), se non adotterai come unico riferimento di azione politica quello di poter comunque e sempre apparire (narcisismo politico assai diffuso in questa cosiddetta ‘Seconda Repubblica’), al  di là dei contenuti che proponi. Non sarai più con lui, se lavorerai per un sistema televisivo capace anche di educare, superando la attuale tendenza che aiuta a non pensare. Non sarai più con lui, se deciderai che la forma non è tutto, perchè ci vuole la sostanza come quella dell’impresa, di chi vi lavora e di chi rischia per continuare ad ‘intraprendere’. L’impresa necessita di azioni e risposte concrete, e non di proclami, per cui si mischiano le carte e alle banche si mettono a disposizione mezzi finanziari che poi non transitano alle imprese piccole e medie, che stanno morendo anche nella nostra Provincia con distruzione di professionalità, di mercati e di posti di lavoro».

-Che cosa significa tutto ciò?
«Non essere più con lui significa voler cambiare, e non seguire la corrente; significa dare grande attenzione alla ricerca, alla scuola e al mondo universitario: il futuro transiterà da lì, e lì dobbiamo investire risorse pubbliche e stimolare anche quelle private. Non essere più con lui significa battersi per far diminuire la imposizione fiscale e essere contemporaneamente intransigenti, senza scudi e condoni per i furbi. Non condivido, però, neppure coloro che gli sono sempre contro e che continuano pertanto a giustificarne la esistenza politica.
Questi atteggiamenti ‘demonizzanti’ non sono produttivi; anzi, vicendevolmente si elidono e l’Italia rimane bloccata. Ci vuole invece il cambiamento che va governato. Per questo occorrono idee da porre in progetti; attualmente manca la visione di insieme, la progettualità».

-E allora ecco l’approdo all’Unione Italiana.
«Ho individuato in Unione Italiana una specie di scialuppa di salvataggio per chi, come me, vuole il cambiamento e che mette a disposizione energia e intelligenza per tracciare una nuova rotta. Personalmente non voglio posti: li rifiuterò. Mi sono messo a disposizione per creare un nuovo gruppo dirigente di capaci, motivati e onesti cittadini, che hanno una professione e un lavoro e vogliono “fare l’Italia”. L’Italia è di chi la fa crescere, di chi la aiuta a produrre, di chi la vuole sana, bella e civile.
Lavorerò per non disperdere tante diffuse capacità, proprio ora che la navicella della politica sta arenandosi su secche pericolose e insidiose per la nostra stessa democrazia. Si può cambiare».
Marcello Signorelli 
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Commenti (3)add comment

altra tradate said:

era ora!
era ora che qualcuno con un po' di sale in zucca dicesse quello che tutti pensano ma che nessuno osa dire. e chi sarà mai berlusconi? il re? anzi...il papa? forza italia ha deluso prima di tutto quelli che ci hanno creduto dal principio. c'è stato all'inizio un tentativo di innovare il panorama politico ma poi tutto è stato incentrato e concetrato sulla persona di berlusconi. purtroppo anche la critica dell'opposizione ha fatto il suo gioco, concentrandosi sempre e solo sul conflitto di interessi ecc..ecc..e senza mai cavare un ragno dal buco. a livello locale (provincia e comuni) il partito non c'è mai stato e non si è mai visto. solo gruppi che si sono spariti il potere, questo non è fare politica. margutti ha fatto bene ad distinguersi dal gruppo di forza italia, di questa forza italia, e se crede in qualcosa di nuovo a fatto bene ad aderirvi. a noi piacciono anche coloro che sanno rischiare e mettersi in gioco, non certo quelli attaccati alle poltrone! non fate la vecchia politica però, vi teniamo sotto controllo!
 
novembre 10, 2009 | url
Votes: +0

moderatore admin said:

commento spostato su altro forum
il commento "Atrocius per ALPINO" è stato spostato al seguente link > [http://www.sateliosnews.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2378:tra-fanti-e-santi-guerra-al-parco&catid=7:cronaca&Itemid=12]
 
novembre 10, 2009 | url
Votes: +0

Delusa dal PdL said:

...
Bravo Gianluigi, sono pienamente d'accordo con te.
Non contro, ma non più con
Aspettami, fra poco arrivo anch'io !
 
novembre 11, 2009
Votes: -1

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 10 Novembre 2009 12:27 )  

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