Da un sequestro di titoli di stato effettuato a Malpensa la Guardia di Finanza è risalita ad un’associazione religiosa filippina. . . . . . .
BUSTO ARSIZIO - I bond falsi sequestrati dalla Guardia di Finanza di Malpensa alcuni giorni fa dovevano servire per finanziare la costruzione di edifici religiosi per un’associazione evangelica-pentecostale nelle isole Filippine. Le indagini portate avanti dalle fiamme gialle hanno però fermato l’operazione che ha condotto all’arresto di B.J di anni 36 e E.M.B.J. di anni 31, fratello e sorella residenti a Genova e fermati non appena si è presentata la possibilità che l'uomo potesse partire per gli Stati Uniti.
L'indagine, i cui risultati sono stati presentati questa mattina dal procuratore Francesco Dettori insieme al comandante provinciale della Guardia di Finanza Antonino Maggiore e al direttore generale dell'Agenzia delle Dogane di Malpensa, ha avuto origine dal sequestro di 207 titoli di stato americani, falsi, da 500 milioni di dollari l'uno per un valore totale di 103 miliardi di dollari. I bond sono stati trovati all'interno di un pacco spedito dalle Filippine con destinazione Genova. Il plico riportava un numero di telefono che ha permesso alle forze dell’ordine di effettuare una serie di intercettazioni e di ricerche sui tabulati storici, risalendo così ai due personaggi arrestati. La pm Valentina Margio ha lavorato a stretto contatto con gli uomini della Polizia Tributaria di Varese: l’U.S Secret Service è invece arrivato in Italia per analizzare i bond dichiarandoli falsi per il semplice fatto che “non esistono titoli emessi nel 1934 di quel taglio”. Nell’abitazione dei due filippini al momento dell’arresto sono stati trovati altri 26 titoli da 500 milioni l'uno, anch'essi falsi. Marginale la posizione della donna che è stata scarcerata dal gip di Genova, mentre l'uomo resta in carcere anche per decisione del Tribunale del riesame di Genova.
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