Sono ripresi gli scavi all’Isolino Virginia uno dei siti più famosi della preistoria europea. Al lavoro l’equipe guidata da Daria Banchieri, conservatrice archeologica del Museo Civico di Villa Mirabello a Varese.
BIANDRONNO - Si torna a “scavare” nella preistoria per raccontare come si viveva più di seimila anni fa sulle rive del lago di Varese. Sono ripresi da pochi giorni, all’Isolino Virginia che si trova a poche decine di metri dalla riva di Biandronno, i lavori per riscoprire le tracce del più antico passato. A condurre gli scavi, come avviene ormai da tempo, è l’equipe guidata da Daria Banchieri, conservatrice archeologica del Museo Civico di Villa Mirabello a Varese. L’esperta è tornata sulla minuscola isola, uno dei siti più famosi della preistoria europea, per continuare il lavoro di studio e di ricerca che, in passato, ha permesso di portare alla luce preziosi reperti. Si tratta di testimonianze che raccontano la storia più antica del lago di Varese.
Tra i risultati più importanti ottenuti dagli esperti vi è quello di essere riusciti, attraverso lo studio degli strati di esondazione, a capire dove un tempo arrivava la vecchia linea di riva, ricostruendo così i confini dell’antica costa dell’isola. “I reperti che stiamo ritrovando sono sempre più interessanti – conferma la conservatrice Banchieri -. Tanto resta ancora da scoprire di questo “giacimento” archeologico, l’unico dell’Italia settentrionale – aggiunge - dove vengono ritrovate monumentali strutture lignee che risalgono addirittura al periodo Neolitico, ancora ben conservate grazie alle particolari condizioni del deposito archeologico: l’umidità e la presenza dell’acqua.” L’attività di scavo continuerà fino a settembre. Intanto, i reperti venuti alla luce negli anni passati hanno già fatto bella mostra di sé al convegno internazionale di Lisbona lasciando il segno tra i presenti. “I nostri oggetti – conclude l’esperta Daria Banchieri – non si trovano solo nel museo archeologico di Varese, ma anche a Torino, all’università di Pisa e in altre località oltre confine. Un patrimonio di cui esserne davvero fieri”.
E.M.
















