Un gruppo di lavoro, guidato dal Parco del Ticino con equipe dell’Università degli Studi di Milano si sta occupando di effettuare uno studio sul territorio dove visse la cultura di Golasecca
GOLASECCA – “Fra le priorità del nostro programma elettorale – ha commentato il sindaco Maria Maddalena Reggio – c’è senza dubbio la rivalutazione del nostro patrimonio storico e culturale, in primo luogo del gioiello che possediamo, la Chiesa di San Michele”.
Con queste parole il primo cittadino golasecchese ha spiegato il motivo dell’incontro che, proprio ieri, l’amministrazione comunale ha avuto con i rappresentanti del Parco del Ticino, per fare il punto della situazione sui possibili interventi, d’accordo con le associazioni che già si occupano di promozione delle tradizioni e della storia locale, che hanno consegnato ai tecnici del ‘Parco’ tutte le loro pubblicazioni. In primo luogo si è parlato del restauro della Chiesa di San Michele, sconsacrata e donata dalla Curia all’amministrazione comunale, pronta a divenire il centro polifunzionale museale, con una sede multimediale e uno spazio espositivo, a cui faranno riferimento tutte le altre realtà storico culturali presenti sul territorio comunale.
Continuano, inoltre, i rapporti con l’associazione di Locarno ‘Amici dei Navigli’, con i quali si sta collaborando alacremente in prospettiva della riapertura della navigabilità sul Ticino, che sarebbe un perfetto collegamento fra la città svizzera e, attraverso un lungo percorso fluviale, Venezia. “I progetti di sensibilizzazione del turismo ecosostenibile – ha aggiunto la Reggio – sostenuti dal Parco del Ticino ci hanno trovato assolutamente allineati. Crediamo fortemente nel bisogno di dare spolvero ai nostri luoghi storici, pensiamo alla mostra che di recente ha puntato l’attenzione sulla nostra cultura e che si è svolta a Castelletto, è segno che c’è un grande interesse, e mi pare giusto che il nostro comune, che di questa cultura porta anche il nome, sia in prima linea in ogni iniziativa rivolta alla sua rivalutazione, che è un obbligo morale e civile che dobbiamo ai nostri concittadini. Abbiamo in programma una serie di politiche di intervento attente ai risvolti culturali ed ecosostenibili, come il recupero di alcuni percorsi storici che in San Michele troveranno un centro nevralgico, come la strada delle barche, il percorso delle lavandaie”.
Un’amministrazione che si pone, dunque, fra gli obiettivi primari la rivalutazione del territorio, in prospettiva futura di creazione di una rete che attiri un turismo interessato alla cultura e alla storia locale, ma anche alla scoperta della natura e delle bellezze che esistono grazie all’ambiente preservato del Parco del Ticino.
M.B.
















